Laguna di Balos
A Balos non si arriva per caso. Bisogna volerci andare.
La pista da Kastelli imposta subito il tono: 8 chilometri di ghiaia, curve cieche senza guard-rail e polvere che si insinua ovunque. Auto a noleggio che graffiano la carrozzeria sulle rocce, turisti che fanno inversione al primo tornante. Chi persiste arriva al parcheggio con un misto di sollievo e apprensione.
Poi c'è la discesa. Un sentiero ben segnalato ma ripido, 20 minuti sotto il sole diretto se si arriva a mezzogiorno. In fondo, il paesaggio cambia di colpo. L'acqua passa dal blu intenso al turchese nel giro di pochi metri. La sabbia è davvero rosata — non il rosa confetto delle foto Instagram ritoccate, ma un rosa pallido e naturale, nato dal corallo e dai gusci di molluschi. La laguna è bassa e tiepida; si può raggiungere a piedi il piccolo isolotto senza che l'acqua superi le ginocchia.
Il rovescio della medaglia: in luglio e agosto non sarete soli. I traghetti da Kissamos scaricano i loro gruppi dalle 10 in poi. Le sdraio si moltiplicano sul banco di sabbia. Il bar arroccato sulla collina propone cocktail a 12 euro. Balos sovraffollata assomiglia meno a una spiaggia selvaggia che a un parco acquatico con vista.
La soluzione è semplice: arrivate prima delle 9 o dopo le 17. A maggio, giugno o settembre le presenze calano di un fattore dieci. La luce del tardo pomeriggio trasforma le acque in oro liquido. È in quei momenti che Balos mantiene la sua promessa.
✓ Punti di forza
- Colori dell'acqua senza eguali nel Mediterraneo
- Laguna percorribile a piedi
- Vista panoramica dal parcheggio
✗ Da sapere
- Pista difficile (carrozzerie spesso graffiate)
- Affollata in alta stagione
- Nessuna ombra nella discesa
- Pochi servizi sul posto
Consiglio
Partite prima delle 8:30, portate acqua e scarpe chiuse per la discesa. Il traghetto di ritorno da Kissamos evita la pista — organizzate un taxi per recuperare l'auto.












